Il Palio consiste in una "corsa di carretti" trainati a mano da quattro squadre concorrenti, in rappresentanza dei quattro rioni medievali. Ogni carretto trasporta una figura/sagoma di Sant'Antonio.

Si aggiudica il Palio la squadra che per prima fissa la sagoma del Santo sul "campanile".
Da ciò il significato storico e allegorico della manifestazione: la figura di Sant'Antonio che giunge morente all'Arcella sopra un carretto e diventa il simbolo della città.
La gara vera e propria viene preceduta dalla "Corsa dei Gonfaloni", la cui classifica determina il posizionamento dei carri sulla griglia di partenza.

Il drappo che si contendono le quattro squadre è stato realizzato ad opera dei maestri arcellani Siccardi e Zoppelletto.-

Leggi la cronaca del Palio 2006
Leggi l'articolo sul Gazzettino

Verifica i biglietti vincenti della Lotteria del Palio 2006


"...desideriamo sottolineare che questa iniziativa ha il pregio di essere sempre in continua evoluzione, ogni anno partorisce una novità, ogni anno un nuovo evento. Questo percorso evolutivo porta con sè i profumi, i colori ed i suoni della tradizione medievale, sia nel rispetto della ricerca storica, sia nella capacità dimostrata di coinvolgere la cittadinanza, ma soprattutto nella capacità di coinvolgere le associazioni presenti nel territorio di questo Quartiere. Il nostro grazie va all'Associazione Palio Arcella, per la passione nel realizzare questo lavoro, ma soprattutto per la capacità di valorizzare e coinvolgere le realtà associative del nostro Quartiere rivisitandole in chiave medievale. Crediamo fermamente che questa iniziativa vada promossa ed incentivata, anche economicamente, perchè crediamo nella ricerca storica della cultura e delle nostre tradizioni e perchè crediamo nei princìpi dell'associazionismo. "

Presidenza del C.d.Q. " Nord

 



"CRONACA DELL'EDIZIONE 2007"
(clicca sulle foto per ingrandirle)

9 Settembre 2007 - ore 18.45



L'ingresso nella piazza delle squadre viene salutata dal boato delle tifoserie, che dai bordi del viale e della piazza incitano i rappresentanti dei propri rioni. Il pubblico è quello delle grandi occasioni: oltre duemila persone occupano ogni spazio lungo il percorso di gara per assistere ad uno spettacolo che, a giudicare dalla composizione delle squadre, si preannuncia avvincente.
Sotto lo sguardo benevolo della grande statua lignea del Santo che, dall'alto dei settantasei metri della torre campanaria, sembra vigilare sulla manifestazione a Lui dedicata dai discendenti di coloro che lo accolsero morente quel lontano pomeriggio del 13 giugno 1231, i capitani suggeriscono alle proprie squadre la strategia di gara.


La "Corsa dei Gonfaloni", che determina le posizioni della griglia di partenza, offre già spazio a qualche polemica: il caposquadra del Brolo Pieralberto Valpiana, nonostante un inconveniente che ne frena parzialmente la corsa, taglia per primo e con buon vantaggio il traguardo, ma viene squalificato per non aver mantenuto le braccia ben tese in avanti per tutta la lunghezza del percorso. Si aggiudica quindi la posizione di partenza più vantaggiosa il rione Capodiponte, seguita da Monastero, Grate e Brolo.
La gara inizia quindi con i migliori auspici per i generosi contradaioli di Capodiponte che da ben dieci anni attendono la prima vittoria del loro rione!
L'avvio è come sempre velocissimo: tutte le squadre esprimono il massimo sforzo nell'accelerazione iniziale, ben sapendo che chi si presenterà per primo al punto di virata potrà contare sulla regola che impedisce agli altri contendenti di superare in curva, costringendoli quindi a tentare un difficilissimo recupero nella successiva tornata, quando il debito di ossigeno rende le gambe legnose e pesanti.

Le quattro squadre percorrono la prima parte del percorso praticamente appaiate: in prossimità della virata i distacchi sono minimi, ma con un'ulteriore progressione i rappresentanti del rione Capodiponte (Duilio Bosio, Stefano Calore, Alessandro Rampazzo) riescono a transitare per primi seguiti dai paliotti del Brolo (Alberto Trevellin, Alessandro Ponchio, Edoardo Calderaro), mentre le Grate, capitanate dal giovanissimo Tommaso Bosco, tentano di sorprendere all'interno il Monastero di Thomas Ciatto, ma stringono troppo la curva e urtano con la ruota interna del carro le protezioni compromettendo irrimediabilmente la loro, fino ad allora, ottima gara.
Gara che prosegue ad un ritmo massacrante: i rappresentanti della contrada Capodiponte riescono a rintuzzare l'estremo disperato tentativo di recupero del Brolo, che mette sul campo le ultime energie per non perdere il possesso del prezioso drappo dopo due anni di predominio assoluto.
Il caposquadra dei rossi riesce però a piazzare la sagoma sul vessillo di Brolo con un paio di secondi di vantaggio su Capodiponte ; a seguire Monastero e i rappresentanti delle Grate, tra le cui file ha gareggiato quest'anno anche la coraggiosissima Valeria Lucentini.

Difficile poter raccontare in queste righe la felicità di capitan Orazio Zilio per il raggiungimento di una vittoria inseguita e sognata per dieci lunghi anni, legittimata anche dal gran numero di piazzamenti d'onore che i suoi paliotti avevano ottenuto nelle scorse edizioni.
Il suo volto raggiante mentre regge il Palio per il giro d'onore della piazza e la registrazione nell' Albo d'Oro del Palio, rende persino meno amara la sconfitta ai contradaioli degli altri rioni, che riconoscono al "Barone Rosso" la sportività e la perseveranza dimostrata durante il decennio di forzato "digiuno".